|
Lo Stretto era già celebre nel periodo
omerico. La difficoltà della navigazione per lo spirare di violenti, improvvisi
e contrastanti venti, per il fluire al suo interno di correnti marine,
veri e propri fiumi che lo attraversano alla velocità di 9 km. orari, facendone
ribollire le acque e provocando pericolosi vortici, la particolarità della
fauna, l'eccezionalità di fenomeni quali il miraggio
della Fata Morgana, il fascino del
paesaggio che lo contorna, determinarono
il sorgere di una ricca mitologia nella quale i
suddetti fenomeni ebbero leggendaria trasfigurazione.

Tra le due coste, la calabra
Scilla, mostruosa sirena incantatrice, e Cariddi, ninfa greca trasformata nel
pauroso vortice e fatale gorgo di Capo Pelòro, un braccio di mare di appena tre
chilometri .
Di sei ore in sei ore lo Stretto
è percorso alternativamente da una corrente prodotta dalla tendenza al
livellamento del mare Tirreno con lo Jonio.
Un tratto di mare "vorticoso", lo sappiamo
anche "ballerino" per la forte sismicità; qui dove la natura ha
impietosamente espresso nei secoli i suoi verdetti con forza
distruttiva, ebbene, proprio qui, si vuole costruire un maledetto Ponte che non
risolverà problemi economici, lo sanno bene i demagoghi ruffiani e
corrotti della politica, e che stravolgerà un ambiente marino la cui
bellezza solo la natura lo rende unico
al mondo.
Lo Stretto
senza Ponte è fantastico!
|